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Omofobi sensibili e dove trovarli

Omofobi sensibili e dove trovarli

Oggi ho scoperto che anche l’omofobo medio è sensibile.

Questa è la grande rivelazione della giornata. Finalmente ho scoperto che l’omofobo medio ha una sensibilità e che non accetta i post contro l’omofobia. Sono ore che cerco un esempio su cui fare un paragone ma non riesco a trovare qualcosa che sia così tanto stupido.

Dunque, per capire bene come si svolgono i fatti occorre un’analisi approfondita. Di base ci sono sempre i maledetti esseri umani, quelli che rovinano il pianeta e poi vanno a salvarlo. Loro, noi. Allora succede che in mezzo alla calca ci siano persone che amano e desiderano altre persone di sesso opposto, poi ci sono persone che amano e desiderano persone dello stesso sesso. Ci sono anche quelli che semplicemente amano vestirsi come se fossero dell’altro genere oppure quelli che non si sentono a proprio agio nel proprio corpo e hanno il bisogno di cambiare sesso. Vogliamo dire che ognuno ha il proprio gusto? Possiamo semplificarla in questo modo? Poco importa, io la semplifico così.

Bene, all’improvviso arriva uno di quegli uomini che amano le donne o una di quelle donne che amano gli uomini e, per hobby, noia, prende a pugni, schiaffi, calci, uno di quegli uomini che amano altri uomini o di quelle donne che amano altre donne. Oppure si limita a urlargli qualcosa contro, qualcosa che solitamente suona così: “frocio, merda, devi morire, finirai all’inferno” e così via.

Insomma qualcuno si arroga il diritto di decidere cosa debba piacere a qualcun altro. Un po’ come se andassimo tutti insieme a mangiare la pizza e al mio amico che vuole la pizza con la salsiccia gli tirassi un pugno perché lui deve mangiare la tonno e cipolla altrimenti è stupido.

Ecco, in questo contesto succede che pochi imbecilli si accaniscano contro persone che non tollerano per il semplice motivo di essere diversi da loro. E si accaniscono di brutto, in ogni modo possibile. Poi succede che in rete circolino dei post, delle frasi, delle vignette, illustrazioni, nelle quali si invitano i suddetti ad andarsene a fanculo e molto rapidamente, magari con parole forti, le uniche che questi capirebbero. E qui l’omofobo medio, leso nell’orgoglio perché nessuno mai può offenderlo (coda di paglia), pigia quel bottoncino con la dicitura “segnala”.

Uno, due, dieci, cento segnala. Uno, due, dieci, cento imbecilli. Poi non so chi ci stia dentro la scatoletta del social network di turno, mi auguro una sottospecie di robot automatizzato, finisce per rimuovere il post perché offensivo. Oggi è andata così. Oggi c’è stata gente che probabilmente si è presa le ferie perché sapeva di dover segnalare i post contro l’omofobia. Insomma, i difensori delle SS, i paladini dei dinamitardi.

Ed ecco il risultato finale: la persona intollerante e violenta, quella che darebbe fuoco alle streghe se solo potesse, va a piagnucolare dalla mamma dicendo che l’altro bambino, mentre le prendeva, per divincolarsi gli ha dato un buffetto sulla nuca. Il caro vecchio provocatore che prima lancia il sasso e poi tira indietro la mano. Merda umana. Merda tu e chi è come te. Perché l’omofobia non è un’opinione. L’omofobia è odio, è violenza, è intolleranza, è cattiveria.

Succede anche che oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia e non so quanti deficienti hanno passato la giornata a insultare chi, come me, come altri amici, ha postato qualcosa per ricordare quanto sia importante questa data. Qualcuno ha anche tirato fuori la politica, come se l’omosessualità fosse anche un’ideologia. Niente da fare, ennesima occasione persa per la razza umana, ennesimo spreco di una società che deve sobbarcarsi anche il peso degli imbecilli, che deve spendere soldi per dargli un’istruzione quando, probabilmente, l’unico costo che dovrebbe sostenere è la loro invalidità mentale permanente.

Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay. Caparezza nel 2006 cantava questa frase. Una frase di 15 anni fa che è attuale anche oggi. Una frase che suona come una condanna verso una società che in 15 anni ha fatto troppo poco. Anno 1999, American Beauty, il tema dell’omosessualità a margine di una storia quasi surreale, la paura di manifestare il proprio orientamento sessuale, il disagio di un uomo che non accetterebbe il giudizio altrui. Dopo 22 anni ancora, per colpa di pochi, gli stereotipi hanno il sopravvento.

Dedicato ai miei amici gay, alle mie amiche lesbiche, ai loro partner, a chi va un po’ di qua e un po’ di là, a tutti i miei follower color arcobaleno, a chi combatte questa battaglia, a chi ha un mezzo per darle risonanza, a tutti. Dedicato a persone, contro le bestie.

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